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Padre Wendelin Kaufman

Vedi: S. Messa di suffragio - Omelia

„Le vie di Dio sono incomprensibili“
P. Wendelin Kaufmann SVD muore improvvisamente a Roma

endelin è arrivato a Roma la mattina del 18.12.2009, dopo un lungo viaggio fatto con il treno e proveniente da Vienna. Egli è venuto al Generalato/Collegio per la manutenzione e l’ulteriore sviluppo del programma computer dell’economato generale. Aveva fatto così per 15 anni. Di fatto è stato lui a elaborare e installare il programma completo che serviva specialmente le cosiddette “distribuzioni di marzo, settembre e dicembre”. Di solito veniva due volte l’anno. Questa volta intendeva stare a Roma per circa 4-5 settimane. Dopo l’arrivo iniziò i suoi lavori e insieme alla comunità di Roma ha celebrato il Natale.

Sabato, 26.12., voleva andare con un gruppo di confratelli ad Anzio, ma si scusò perché aveva disturbi allo stomaco. Lunedì, 28.12, non è venuto in refettorio per i pasti; aveva un vomito ricorrente e lo attribuiva al mal di stomaco. Gli sembrava anche, che soffriva di costipazione. Gli fu fatto una puntura e prese un medicinale naturale. Siccome non c’era nessun miglioramento, la mattina di giovedì, 31.12., fu portato al pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina, l’ospedale di emergenza della comunità del Collegio.

Nel corso delle analisi i medici presto erano convinti che si trattasse di un infarto cardiaco. Il cardiologo che avevano chiamato confermò che Wendelin aveva subito un “infarto fulminante”. Allo stesso tempo risultava dalle analisi che i reni non funzionavano più. I medici che parlavano anche l’Inglese spiegarono a Wendelin che c’era un serio problema. Decisero di trasferirlo al Policlinico Tor Vergata. Il Policlinico Tor Vergata è un nuova grande e moderno ospedale che fa parte della Seconda Università di Roma a Tor Vergata; si trova situato fuori del Grande Raccordo Anulare, accanto alla Casilina. I medici sottolineavano che le condizioni di Wendelin erano gravissime. Verso le 18:00, la sera di S. Silvestro, con un’ambulanza trasferirono Wendelin al Policlinico. Più tardi in serata il Pronto Soccorso del Fatebenefratelli confermò che Wendelin era ricoverato nel Policlinico Tor Vergata. Allo stesso tempo il Provinciale a S. Gabriel fu notificato.

Durante tutto il tempo quando Wendelin era nel Pronto Soccorso del Fatebenefratelli un confratello era con lui. Wendelin era sempre cosciente e non sembrava sentire dolori. Nella conversazione menzionò fra l’altro che nei giorni fra Natale e Capodanno voleva iniziare i preparativi per organizzare una celebrazione dei 40 anni di sacerdozio della sua classe.

Il giorno seguente, venerdì, 01.01.2010, due confratelli (B. Rudolf, H. Scholz) sono andati al Policlinico Tor Vergata. Sono riusciti a sapere che Wendelin era nel riparto di cura intensiva di cardiologia, ma non potevano vederlo. Il personale diceva loro che Wendelin non era più cosciente e che dovevano tornare alle 19:00 per parlare personalmente con il cardio-chirurgo e possibilmente vedere Wendelin. Tre confratelli (B. Rudolf, G. Girardi, H. Scholz) si sono presentati alle 19:00. La dottoressa con la quale hanno parlato spiegava che Wendelin era in coma farmacologico e che le sue condizioni sin dall’inizio erano pessime e disperate. “Abbiamo fatto ciò che potevamo fare”. Non c’era speranza di salvare la sua vita. P. Scholz e P. Girardi furono ammessi al riparto e potevano sostare accanto al letto di Wendelin; hanno pregato, lo hanno segnato con il segno della croce e impartito l’assoluzione.

Alle 9:00 del mattino di sabato, 2.1., P. Girardi chiamò l’ospedale per chiedere informazioni. Gli fu detto che la situazione di Wendelin era invariata e non c’era nessun miglioramento anzi era drammatica. Intorno alle 11:00 il cardio-chirurgo del riparto di cura intensiva chiamò e ci informò che era necessario che ci presentassimo al più presto all’ospedale perché la fine era ormai prossima. Tre confratelli partirono subito (G. Girardi, Kilian Göhler, H. Scholz). Dopo un breve tempo di attesa furono chiamati dentro; il medico li informò che Wendelin era deceduto alle 12:30. Potevamo andare al letto del confratello appena spirato e pregare accanto al corpo senza vita. Più tardi abbiamo accompagnato la salma alla camera mortuaria.

La notizia della morte di Wendelin ha scosso i confratelli del Collegio. Nessuno aveva mai pensato o sospettato che potesse accadere una cosa del genere. Tutto era successo così velocemente e inaspettatamente. Abbiamo perso un caro confratello, un confratello molto capace. Spesso era ospite nella comunità del Generalato/Collegio. La sua morte significa una grande perdita per il Generalato, ma anche per le province OES e GER. I nostri pensieri vanno ai suoi fratelli e sorelle; erano in undici. Attraverso S. Gabriel hanno ricevuto notizie delle condizioni disperate del loro fratello. Pero non c’è dubbio che la morte così improvvisa e totalmente inaspettata è stata causa di un dolore profondissimo. P. Generale e i confratelli di Roma partecipano al loro dolore.

La camera mortuaria del Policlinico Tor Vergata era chiusa la domenica; così non si poteva fare una visita alla salma. Lunedì mattina, 04.01.2010, un gruppo di 32 membri della comunità del Collegio si sono recati alla sala di commiato (cappella) di Tor Vergata. Alle 11:00, davanti alla salma, il gruppo ha pregato il Rosario e poi P. Generale ha guidato le preghiere liturgiche del commiato. Un po’ più tardi, in presenza di P. Generale e di altri confratelli rimasti la bara fu chiusa e sigillata. Lunedì sera ore 18:00 tutta la comunità si è radunata per celebrare solennemente la messa in suffragio del defunto. P. Generale era il celebrante principale. Una delegazione delle Suore SSpS, guidata da Sr. Maria Theresia, superiora generale, e altre suore hanno preso parte alla messa.

Lo stesso giorno, 04.01.2010, la salma è partita con un carro funebre per S. Gabriel, dove si celebreranno i funerali il 13.1. alle ore 14:00. Il Generalato manderà dei rappresentanti.

Scritto, su richiesta di P. Resch, vice-rettore di S. Gabriel, da H. Scholz Roma, 04.01.2010


Omelia di P. Giancarlo Girardi, SVD
S. Messa di suffragio
di P. Wendelin Kaufmann, SVD
Collegio del Verbo Divino
Roma, 4 gennaio 2010

Carissimi confratelli, sorelle e amici !

i fronte alla morte improvvisa ed inaspettata di un nostro confratello con il quale abbiamo lavorato condividendo momenti, anche se brevi, di gioia e di difficoltà, ognuno di noi sente che le parole mancano e rimane in noi solo il desiderio di tacere e di meditare nel profondo del nostro cuore.

Di fronte alla notizia arrivata sabato alle 12.30 che un infarto ha strappato a soli 68 anni alla vita terrena il nostro confratello Wendelin tutti noi siamo rimasti scossi e attoniti e sicuramente sono affiorate in noi anche se persone consacrate, tante domande alle quali umanamente sicuramente non abbiamo saputo dare una risposta.

Ma penso che non dobbiamo vergognarci e nascondere i nostri sentimenti di fronte al mistero del dolore e della morte e ad una croce che sembra fatta a dismisura per la debolezza del nostro cuore umano, della nostra fede a volte troppo vacillante e così ci rivolgiamo al Signore alla ricerca di un perché; il perché della morte così improvvisa, del dolore, il perché della sofferenza e della malattia.

Quante volte, vedendo una persona morire così improvvisamente ci siamo rivolti al Signore domandandogli anche con rabbia: “Ma perché Signore tu permetti tutto questo?”

Ma perché esiste ancora la morte?

Perché esite la sofferenza? Perché le persone verso le quali portiamo affetto o ci sentiamo legate ad un certo punto vengono sepparate da noi?

Umanamente e dalla nostra ragione umana risposte non ne otteniamo ma come sempre è Gesù stesso che ci risponde con le Parole del suo Vangelo: “Io sono la risurrezione e la vita chi crede in me vivrà in eterno."

Credi tu questo?

Si, credo che al di là dell’esperienza degli occhi, al di là del sentire, del vedere e del toccare, la vita di P. Wendelin continua, in un mondo e modo diverso, ma ugualmente vero: in Dio nella gioia e per tutta l’eternità!

Si, credo che la vita di chi muore non è tolta ma trasformata.

Si, credo che in Cristo non si spezza nessun legale, ne con la madre, ne con il padre, ne con il confratello con il quale abbiamo fatto un pezzo di strada insieme ed ora non è più qui.

Ecco queste devono essere le certezze che tutti noi dobbiamo avere: Wendelin non è morto ma continua ad essere vivo nel cuore di coloro che hanno fatto un pezzo di strada insieme e nel cuore di chi ha ricevuto conforto e aiuto da lui come religioso, missionario e sacerdote.

In questa celebrazione eucaristica fare memoria di P.Wendelin non deve essere solo un suffragio, ma anche un rendimento di grazia a Dio per aver donato alla sua Chiesa un uomo generoso che ha risposto alla voce del Signore impegnandosi a lavorare fino a pochi giorni fa per il bene della Chiesa della missione e della nostra Congregazione missionaria.

P. Wendelin è nato in un paese vicino a Basilea in Svizzera e proviene da una famiglia molto religiosa e numerosa, erano 10 figli. Entrò a 14 anni nel nostro seminario minore di Marienburg. Ottenuta la maturità è passato alla comunità di St. Gabriel dove ha fatto il noviziato e ha percorso il cammino formativo. Quaranta anni fa fu ordinato sacerdote. I Superiori dopo l’ordinazione sacerdotale, per la sua serietà e intelligenza l’hanno indirizzato allo studio divenendo un ottimo professore di filosofia e prestando il suo servizio sia alla scuola di teologia di St. Gabriel, St. Agustin e nella Abazia di Heligen Kreitz.

Fu chiamato molto spesso a portare il suo servizio saltuario come esperto del computer in alcune Province Europee e qui al generalato e nei suoi molti anni di servizio, anche se brevi, inserito in questa comunità ci ha trasmesso parecchi valori, importanti per un consacrato e in modo particolare per un missionario e tra questi penso di fare cosa gradita menzionandone alcuni:

  1. Fu un confratello sempre schivo, silenzioso ma sempre gentile. Potremmo dire che fu un confratello che preferiva il fare, l’operare piuttosto del parlare.
  2. Fu un confratello attaccato alla Chiesa e alla Congregazione e alla sua comunità di St. Gabriel. Sapeva con la sua presenza silenziosa aiutare i confratelli specialmente quelli che si trovavano in difficoltà e si dedicò sempre con competenza alla formazione intellettuale dei giovani confratelli in formazione.
  3. Fu un confratello ligio al lavoro. Il servizio per lui era Volontà di Dio. Non amava perdere tempo. Ha sempre approfittato delle sue vacanze, dei giorni liberi da impegni scolastici sia per dare il suo servizio qui al Generalato che per potersi dedicare al servizio pastorale specialmente in alcune Parrocchie del Sud Tirolo nelle quali, grazie al suo impegno, non ha mai fatto mancare la presenza di un sacerdote sostituendo i Parroci durante il loro periodo di vacanze.
  4. Fu un confratello sempre attento e gentile verso le persone che lo circondava. Colpiva sempre la sua prontezza nel risolvere il problema di chi si trovava in difficoltà con la tecnica.

Ma penso che la nostra assemblea più che tessere le lodi delle sue virtù, desidera questa sera riconoscere in questa eucarestia il bene che lui per grazia di Dio ha compiuto nella Chiesa e nella Congregazione e nella sua comunità di St. Gabriel. Questo deve essere l’atteggiamento che deve scaturire, questa sera dal cuore di ognuno di noi: ricordare la sua persona per trarne stimolo a camminare con rinnovato entusiasmo nella nostra propria vocazione religiosa e missionaria. Ed ora nell’affidare il nostro confratello P.Wendelin al Padre comune che da la vita e tutto sostiene con la sua provvidenza ricordiamo che lui ha consumato la sua vita nel servizio del vangelo, camminando sulla via tracciata da sant’ Arnoldo. I giorni dopo il Natale sono stati per lui giorni di dolore, ha lottato e sperato di poter superare questo momento della malattia della quali lui non si immaginava fosse così grave. Invece per lui questi giorni sono stati l’ultima fatica della sua vita che lo ha portato a tu per tu con Dio. Invochiamo per P. Wendelin il “premio promesso ai suoi servi fedeli: il perdono, la gioia, la luce e la pace eterna ed il risveglio alla gloria della ressurezione” affinchè possa contemplare in eterno il volto di Dio, e così avere in cielo ognuno di noi, la comunità di St. Gabriel e la nostra Congregazione un protettore in più. E per noi che rimanianmo, un impegno: possa essere questa esperienza comunitaria del dolore, della sorpresa e il suo ricordo, stimolo e impegno per ognuno di noi di continuare con fedeltà il proprio cammino a servizio del vangelo nella Chiesa. Amen