Missionary Verbiti


Informazioni & Notizie


Back to
Info&Noticias
Area de Miembros
Mapa del Sitio
Principio

Omelia per la Pentecoste 2023
da Padre Budi Kleden

Celebriamo la solennità di Pentecoste come la festa della nascita della Chiesa, perché è lo Spirito Santo la Potenza Genitrice della Chiesa che raduna le persone dai diversi ambienti in una comunità di discepoli. È lo Spirito Santo che apre il cuore e la mente di quelle persone per renderle unite nella fede in Gesù come figlio di Dio Padre, capaci di accettare l’un l’altro come fratelli e sorelle e vivere secondo la Parola di Dio.

Il nostro Fondatore, Sant’Arnoldo Janssen, nutriva un grande amore allo Spirito Santo e a Lui si consacrò totalmente e per sempre. Arnoldo considerò lo Spirito Santo come il nostro Padre e il vero Fondatore della nostra Congregazione. Lo Spirito Santo è l’amore che ci ama e che ci rende capaci di amare. La fondazione della Congregazione è una espressione dell’amore dello Spirito Santo per il mondo e per la Chiesa; la missione della Congregazione è dare testimonianza di questo amore che non conosce limiti. E la Congregazione può veramente vivere soltanto quando i suoi membri amano il Signore che li chiama per la missione e se vivono nell’amore. Tre anni prima della sua morte Sant’Arnoldo scrisse: “Il mio desidero è che questo grande amore per la gente sia conosciuto meglio e che l’amore sia risposto con l’amore”.

Per vivere la chiamata di missionari e testimoni dell’amore in questo mondo ferito, dobbiamo chiedere allo Spirito Santo i suoi doni. Conosciamo bene questi sette doni, oggi vorrei invitarvi particolarmente a pregare per voi stessi e per tutti noi, invocando la venuta dello Spirito Santo con i suoi sette doni per vivere in maniera coerente i tre seguenti aspetti:

  • Il primo è la parresia. La parresia è la franchezza, il coraggio che caratterizza i predicatori del Vangelo dalla Pentecoste a Gerusalemme fino ai nostri giorni. Proprio dopo aver ricevuto lo Spirito Santo, gli apostoli sono andati a predicare coraggiosamente tutta la verità che è stata rivelata nella vita, nella morte e nella risurrezione di Gesù. La forza dello Spirito Santo si manifesta in questa franchezza della predicazione, in questa follia della proclamazione. Papa Francesco dice: “Non si può essere cristiani senza che venga questa franchezza. … La missione nasce proprio da qui, da questo dono che ci fa coraggiosi, franchi nell’annuncio della parola. Che il Signore ci aiuti sempre a essere così: coraggiosi. Questo non vuol dire imprudenti. Coraggiosi. Il coraggio cristiano sempre è prudente, ma è coraggio.” Per affrontare il flusso di fake news e gossips, necessitiamo urgentemente che lo Spirito Santo ci dia il coraggio di dire la verità.
  • Il secondo principio è la comunione. La missione, la predicazione è al servizio della comunione, del vivere insieme delle persone, condividendo le gioie e le tristezze della vita. San Paolo parla nella sua lettera ai Corinzi sul corpo come simbolo della comunione. Questo simbolo, come anche l’evento stesso della Pentecoste, ci ricorda che la comunione significa l’unità che dà spazio alla diversità, la diversità che cerca e promuove l’unità. La comunione si realizza lì dove possiamo creare un ambiente del rispetto e della promozione dei carismi di ognuno e dove ognuno svolge generosamente il suo carisma per il bene della comunità e della sua missione. Il brano del Vangelo odierno ci mostra chiaramente come la comunione sia importante per Gesù, a tal punto che ha dato alla comunità il potere di perdonare. Viviamo in un tempo in cui l’egoismo non si ferma davanti alle porte delle comunità religiose, dove il selfi è diventato un comportamento abituale anche dei religiosi. Lo spirito dell’egoismo ha inquinato il nostro spazio e il nostro tempo, e come religiosi non respiriamo l’aria pulita della carità ma quella inquinata dall’individualismo. È una sfida nella quale abbiamo bisogno della forza dello Spirito Santo per rinnovare il nostro impegno per la comunione, per la comunità. Lo Spirito Santo ci aiuta a superare le barriere della lingua, della cultura, delle etnie, e ci libera sia dall’individualismo sia dal gruppismo creato per la condivisione di simili interessi.
  • Il terzo principio è la preghiera. La preghiera è un atto che nasce dall’umiltà e dalla consapevolezza che non possiamo fare nulla senza il Signore. La preghiera ci mette in contato con Dio, con gli altri, con noi stessi, ci aiuta a essere più profondi, a essere più radicati, a combattere la tenzione di rimanere superficiali. Ci imbattiamo continuamente nella tentazione della superficialità in vari aspetti della nostra vita: nelle comunicazioni, relazioni e riflessioni. Nella sua lettera ai Romani San Paolo scrive: “non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili”. La preghiera, ispirata e guidata dallo Spirito Santo, ci apre gli occhi per poter vedere e conoscere Gesù che ci mostra le sue mani e il suo fianco, non solo nei sacramenti, ma anche nei fratelli e nelle sorelle, specialmente in coloro che soffrono, che sono feriti.
  • Cari …

    Chiediamo che lo Spirito Santo venga su ognuno di noi, sulla nostra comunità e sulla nostra Congregazione, sulla Chiesa e sul mondo intero. Come ha detto Ignazio IV Hazim di Costantinopoli, Patriarca greco-ortodosso di Antiochia: “Senza lo Spirito Santo Dio è lontano, Cristo rimane nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa è una semplice organizzazione, l’autorità è una dominazione, la missione una propaganda, il culto una evocazione, e l’agire dell’essere umano una morale da schiavi. Ma nello Spirito Santo il cosmo è sollevato e geme nella gestazione del Regno, Cristo risorto è presente, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa significa comunione trinitaria, l’autorità è un servizio liberatore, la missione è una Pentecoste, la liturgia è memoriale e anticipazione, l’agire umano è divinizzato.”


    Collegio del Verbo Divino, Roma,
    Pentecoste 28 maggio 2023